Itinerari

I Greci

Le testimonianze dell’antica Grecia sono onnipresenti qui. In particolare, per questo itinerario, occorre soffermarsi nel museo di Bova Marina, a Portigliola (torre di Castellace e teatro), a Locri (dappertutto dove ci sono antichità: Antiquarium, Centocamere, Raccolta Scaglione, Moschetta, torre Marzano, dromo…), a Monasterace (tempio e scavi adiacenti, acropoli, museo).

 

I LUOGHI DELL’ITINEARIO

 


    Portigliola
    Il teatro greco fu identificato nel 1940 da P. E. Arias, l’esplorazione, continuata da G. Iacopi, fu completata da A. De Franciscis alla fine degli anni ‘50. Negli anni sessanta a valle del teatro furono messi in luce due isolati scanditi da una strada (stenopòs) larga poco meno di 4 m., che rispettano per orientamento e dimensioni il disegno dell’impianto urbanistico pianificato della città greca. L’impianto generale del teatro risale alla metà del IV secolo a.C., come sembra indicare il confronto con gli altri teatri del mondo greco, ma il monumento subì profonde trasformazioni in età romana. E’ stato calcolato che il teatro di Locri potesse contenere 4500 spettatori.

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    Locri
    Il sito di Locri Epizephiri, messo in luce dagli scavi di Paolo Orsi e ancora indagato solo parzialmente, rappresenta uno dei parchi archeologici più interessanti della Magna Grecia. La città, infatti fu fondata alla fine dell’VIII sec. a.C. da coloni provenienti dalle regioni greche della Locride Opunzia ed Ozolia. Diede i natali alla poetessa Nosside e al leggendario legislatore Zaleuco e strinse contatti con Siracusa divenendo un centro così fiorente da fondare a sua volta le subcolonie di Medma (Rosarno) e Hipponion (Vibo Valentia). Accanto all’abitato a maglie regolari (oggi identificato come Centocamere), di estrema importanza è il Tempio ionico di Marasà, il Thesmoforion, santuario dedicato a Demetra e, verso le colline, le rovine del tempio Marafioti, il Teatro e il Santuario di Zeus che ha restituito decine di placche bronzee con iscrizioni.

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    Monasterace
    Il sito dell’antica Kaulonia fu individuato dall’archeologo Paolo Orsi nel 1912-13 in prossimità della linea di costa. La città, d’incerta origine, venne fondata secondo alcuni da Crotone e per altri dagli Achei guidati da Tifone di Aegion o ancora da Kaulon, figlio dell’amazzone Klete. L’area urbana era circondata da possenti mura, di cui si conservano larghi tratti, rafforzate da torri quadrangolari. Le aree sacre individuate sono tre e quella meglio conservata è localizzata in prossimità del mare dove troviamo i resti di un tempio dorico, datato intorno al 450 a.C., conservato solo nel basamento. Il suggestivo Faro di punta Stilo, sorse sui resti della cinquecentesca torre del Castellone e su quelli, ancora più antichi, di un santuario del VI sec. a.C. dedicato ad una divinità protettrice dei naviganti: Poseidon o Apollo Delphinios.

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